La mia storia

Nasco a Fiesole il 12 settembre del 1993, il famoso colle etrusco che domina sulla capitale fiorentina.
Dovetti però mandare un “bascione” a Firenze e lasciarla piuttosto in fretta, per trasferirmi ad Arese, cittadina dell’interland milanese.
La mia passione per la recitazione nasce molto presto; Fu mia madre ad accorgersi che avevo un talento naturale per le mimesi, infatti all’età di quattro anni sapevo a memoria un sacco di pubblicità, cartoni della Disney, sketch di Aldo Giovanni e Giacomo insomma imitavo e interpretavo tutto quello che mi capitava a tiro e ovviamente i miei giochi preferiti, oltre al lego, erano quelli di ruolo.
Così a sette anni, grazie a mia madre, mi iscrissi al mio primo corso di teatro a Garbagnate tenuto da Francesca Paganini, attrice affermata che ha collaborato a suo tempo alla messa in onda dell’albero azzurro.
Inutile dire che non appena toccai le tavole del palcoscenico sentii di aver trovato un posto dove esprimermi e canalizzare tutta la mia creatività, lì sopra tutto era possibile, e soprattutto mi divertivo un mondo.
Parliamo adesso dell’aspetto scolastico: a otto anni mi fu diagnosticata una forma di dislessia, disgrafia e discalculia non troppo grave ma grave abbastanza da crearmi difficoltà a scuola. 
Tre anni prima fu diagnosticata anche a uno dei miei due fratelli maggiori. Insomma scoprimmo che essendo genetica fu un simpatico regalo di mamma.
Così gli anni delle elementari, nonostante giocassi molto e avessi non troppi ma buoni amici, dal punto di vista didattico, furono un calvario, in cinque anni di elementari non avevo imparato le tabelline, non sapevo fare alcune operazioni basilari come divisioni e moltiplicazioni di un certo tipo, non riuscivo a fare bene i conti, non sapevo i mesi dell’anno in ordine a memoria, non sapevo leggere l’ora, e se parlo in dizione e ho una conoscenza della consecutio temporum lo devo solo alle mie origini toscane. E alla “mi mamma”.
Però grazie a insegnanti di sostegno e a una maestra che ringrazierò sempre Diana, non solo sono riuscito a passare tutte le elementari ma anche le medie, che per certi aspetti furono ancora peggio.
Parallelamente a tutto ciò io non ho mai smesso di portare avanti la mia passione per il teatro, facendo corsi ogni anno da quando cominciai a sette, in quello davvero ho sempre avuto un talento.
Così arriviamo alle porte delle superiori e lì le cose cambiarono decisamente… in meglio perché fu il periodo in cui cominciai a praticare il buddismo di Nichiren Daishonin e i benefici furono davvero molti; primo di tutti incontrai finalmente un professore capace di appassionarmi alla matematica e con il quale imparai tutto quello che nessuno mi aveva mai fatto capire fino ad allora. Egli mi infuse una passione non solo per la matematica ma per lo studio in sé, scattò in me una curiosità e una voracità di apprendere che non sapevo di possedere.
Nonostante avessi scelto un indirizzo linguistico superai le iniziali difficoltà grazie al mio impegno costante furono cinque anni di studio molto intenso ma estremamente ripagante… ero infatti fra i primi della classe e la cosa assurda è che spiccavo proprio in quelle materie in cui non ero mai spiccato, imparai il tedesco come fosse un gioco, lo stesso valeva per lo spagnolo scoprii che grazie alle mie doti di attore-imitatore avevo sviluppato un vero e proprio orecchio per la lingua.
Durante quegli anni ebbi la fortuna di fare un viaggio di tre mesi in California presso dei parenti e lì imparai l’inglese come mai prima di quel momento, acquistai una padronanza della lingua davvero notevole, in soli tre mesi.
in seguito nacque in me la passione per i viaggi e colsi delle occasioni per visitare e vivere per un periodo a Londra, in Germania, Spagna, Francia, Egitto, Tunisia e tanti altri posti.
In breve terminai i miei anni di liceo con in mano un diploma linguistico con una media alta, con la conoscenza di tre lingue straniere, l’assegnazione di due premi S. Barchi come miglior attore “giovane promessa del teatro” presso le rassegne teatrali internazionali promosse dalla compagnia Etoyle a cui avevo partecipato nel periodo liceale. Per finire mi fu assegnata, dall’ITCS P.Levi, una targa di riconoscimento speciale per gli sforzi fatti nel promuovere e aiutare lo sportello dislessia della mia scuola.
Dopo il liceo avevo le idee chiare su cosa fare, tentai quindi nelle maggiori accademie nazionali di teatro, in quel periodo avevo sentito parlare molto bene di una nuova accademia europea situata a Roma, Eutheca, decisi allora di presentarmi alle audizioni per accedere al corso triennale per attori e venni preso.

Trascorsi i miei anni accademici in compagnia dei miei colleghi e amici, fra alti e bassi, mettendomi più volte in discussione e soprattutto ebbi l’occasione di imparare da professionisti quali Massimiliano Cutrera (biomeccanica-scherma storica), Enzo Aronica (recitazione per lo schermo), Alfredo Colombaioni (clownerie-accrobatica), Riccardo Barbera (recitazione per il microfono), Craig Periz (acting). Ebbi poi anche la fortuna di conoscere il maestro Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, e collaborare con gli allievi dalla Pace University di NY actor studios.
Tra le tante rappresentazioni fatte nel contesto accademico scrissi e diressi un monologo di narrazione, sotto la supervisione artistica del mio insegnante Giancarlo Fares (diretto allievo di Sepe). Il titolo era DiSlessiA…Dove Sei Albert? Scelsi, come tematica per il monologo, appunto la dislessia.
Terminati i tre anni accademici per una serie di circostanze e grazie anche alla mia fede decisi di proporre il mio monologo alla persona che più di tutte poteva essere interessato al progetto, il padre della dislessia, il fondatore della AID (associazione italiana dislessia) e di SOS Dislessia, il neurologo professor Giacomo Stella.
Giacomo ha accolto entusiasta la mia proposta. Così, il 23 settembre, abbiamo inaugurato la prima tappa del tour di sensibilizzazione, che ha girato le maggiori città italiane, promosso da SOS Dislessia, e del quale, DiSlessiA…Dove Sei Albert? Il monologo scritto e interpretato da me, è la punta di diamante.
Attualmente lo spettacolo è ancora in tournée teatrale e sta dando un enorme contributo alla causa della dislessia, e ha già ricevuto degli importanti riconoscimenti fra interviste Rai, testate giornalistiche e conferenze nazionali. 

Credo profondamente in tutto quello che faccio perché a muovermi sono la fiducia nelle mie e altrui capacità, la passione e la concreta volontà di creare valore artistico, con l'aggiunta di una giusta dose di ironia.